Martinez Cocktail: Storia, Origini e Ricetta con Puntamari

Martinez Cocktail: Storia, Origini e Ricetta con Puntamari

Prima del Martini c'era il Martinez. È il drink che molti considerano il vero progenitore di tutta la cultura gin da miscelazione moderna — un cocktail nato nell'America vittoriana che portava dentro di sé la dolcezza del vermouth rosso, la profondità del maraschino e la struttura botanica del gin. Dimenticato per decenni, riscoperto dalla craft cocktail renaissance degli anni Duemila, il Martinez oggi occupa il posto che merita: quello del classico fondatore. Con Puntamari, quella storia riprende vita con un accento pugliese.

Martinez: storia del drink che ha inventato il Martini

La storia del Martinez cocktail è intrecciata con quella di Jerry Thomas, il leggendario «Professor» della bartending americana. La ricetta compare nel suo Bar-Tender's Guide del 1887, ma alcune fonti la collocano anche prima, negli anni Sessanta del 1800. Thomas la associava alla cittadina di Martinez, in California — dove, si racconta, un cercatore d'oro di passaggio avrebbe chiesto un drink speciale prima di imbarcarsi per San Francisco.

La ricetta originale di Thomas è lontana dal Martini moderno: gin Old Tom (dolce), vermouth rosso, maraschino e Angostura bitters. Un drink più rotondo, più complesso, con una dolcezza che i palati contemporanei potrebbero trovare sorprendente. Nel corso dei decenni, il Martinez si è progressivamente asciugato — Old Tom sostituito dal London Dry, vermouth rosso ceduto al dry — fino a trasformarsi in ciò che oggi chiamiamo Martini.

La martinez ricetta gin contemporanea può essere interpretata in due modi: fedele all'originale, con vermouth rosso e maraschino; oppure in chiave moderna, usando un London Dry secco e riducendo la dolcezza. Con Puntamari, la seconda strada è quella più interessante — ma vale la pena conoscere entrambe.

La ricetta del Martinez con Puntamari

Il Martinez è un drink che richiede un gin con carattere. Non può essere uno sfondo neutro: deve portare profondità botanica per bilanciare il vermouth dolce e il maraschino. Puntamari, con le sue botaniche mediterranee distillate secondo il rigido disciplinare London Dry, offre quella struttura con precisione. Le note erbacee e marine del Salento si intrecciano con la complessità del vermouth rosso creando un drink che racconta due storie contemporaneamente: quella di un classico americano e quella di un territorio italiano unico.

Ingredienti — Versione Moderna con Puntamari

  • 4,5 cl Puntamari Gin
  • 2,5 cl vermouth rosso dolce (Carpano Antica Formula o equivalente di qualità)
  • 0,5 cl maraschino
  • 2 dash Angostura bitters
  • Ghiaccio abbondante per la miscelazione
  • Garnish: ciliegia al maraschino o scorza d'arancia

Ingredienti — Versione Classica (più fedele all'originale)

  • 4,5 cl Puntamari Gin (se disponibile, cerca un Old Tom di qualità per avvicinarti all'originale)
  • 3 cl vermouth rosso
  • 1 cl maraschino
  • 1–2 dash Angostura bitters

Quante dosi per un Martinez? Nella versione moderna con Puntamari: 4,5 cl di gin, 2,5 cl di vermouth rosso, 0,5 cl di maraschino e 2 dash di Angostura bitters.

Preparazione

  1. Raffredda il bicchiere Martini (o una coppa Nick and Nora) con ghiaccio e acqua fredda.
  2. In un mixing glass pieno di ghiaccio, versa tutti gli ingredienti.
  3. Mescola con il bar spoon per 30–40 secondi. Il Martinez — come il Martini — si mescola, non si agita. La texture deve essere setosa e compatta.
  4. Svuota il bicchiere dall'acqua di raffreddamento e versa il drink attraverso lo strainer a maglie fini.
  5. Guarnisci con la ciliegia al maraschino o, per la versione moderna, con una spirale di scorza d'arancia espressa sulla superficie.

Consiglio del bartender: Il Martinez tollera bene un'aggiunta di creme de violette (solo 0,2 cl) per chi vuole esplorare la variante floreale — le botaniche di Puntamari supportano quella direzione senza sovrastarla.

La playlist per il tuo Martinez

Il Martinez è un drink da sera profonda, da quell'ora in cui la conversazione diventa più intima e la musica più necessaria. Questa playlist accompagna quel momento.

Perché questi brani

Puntamari Martinez Origins è la playlist più storica del progetto — un atto deliberato di coerenza con il cocktail che accompagna. Il Martinez nasce nell'America di fine Ottocento, e la selezione musicale rispetta quella cronologia con precisione: si apre con The Entertainer di Scott Joplin, il ragtime che suonava nelle saloon americane degli anni in cui il Martinez stava prendendo forma. Poi arriva lo swing degli anni Venti e Trenta — Cab Calloway, Fats Waller, Benny Goodman — l'epoca in cui il cocktail stava già evolvendo verso il Martini ma non aveva ancora rinunciato alla propria dolcezza originale. Billie Holiday con Summertime, Coleman Hawkins con Body and Soul, Duke Ellington con Caravan: sono le voci di un'America che stava inventando il jazz e, senza saperlo, anche la cultura del cocktail moderno. Louis Armstrong chiude con Dream A Little Dream Of Me — forse il brano che meglio descrive cosa fa un Martinez ben fatto: ti porta da qualche parte che non esiste, e non ti importa tornare.

Il progenitore ritrovato

Il Martinez è sopravvissuto a un secolo di dimenticanza perché era troppo buono per scomparire. La craft cocktail renaissance lo ha riportato in vita perché i bartender hanno capito che nelle sue proporzioni c'era qualcosa di fondamentale — una lezione sulla complessità che il Martini, nella sua evoluzione verso la secchezza estrema, aveva finito per perdere. Con Puntamari, quel drink storico trova una voce contemporanea che parla di territorio e di distillazione come filosofia.

→ Per approfondire la storia di Puntamari e il legame tra le sue botaniche e il territorio salentino, leggi il nostro articolo sul gin pugliese distillato del Salento.

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